GIOVEDÌ 8 Settembre:

Ore 16.30: 1° TORNEO BASKET 3vs3 in collaborazione con la "Virtus Passo Corese" Basket e Noi Sport

Ore 17.30: Apertura BAR in piazza e stand del GELATO ARTIGIANALE

Ore 18.00: Mercatini in piazza

Ore 19.30: Apertura STAND PANINI e STAND GASTRONOMICO (Specialità: GNOCCHI)

Ore 21.00:  SERATA DI SPETTACOLO con "Orchestra Paradise"di Mosetti e Pasquini

 

VENERDÌ 9 Settembre:

Ore 16 30: 1° TORNEO BASKET 3vs3 - Finali -

Ore 17.00: Giochi e intrattenimento bambini

Ore 17.30: Apertura BAR in piazza con stand del GELATO ARTIGIANALE

Ore 18.00: Mercatini in piazza

Ore 19.30: Apertura STAND PANINI e STAND GASTRONOMICO (Specialità: PESCE)

Ore 21.00: TORNEO DI PLAYSTATION “World League Fifa 2016”

Ore 21.00: Serata Latin con il gruppo spettacolo "Diapasòn"


SABATO 10 Settembre:

Ore 17.00: Giochi e intrattenimento bambini

Ore 17.30: CACCIA AL TESORO per ragazzi

Ore 17.30: Apertura BAR in piazza con stand del GELATO ARTIGIANALE

Ore 18.00: Mercatini in piazza

Ore 18.00: ZUMBA IN PIAZZA in collaborazione con la palestra Fara sport center

Ore 19.30: Apertura STAND PANINI e STAND GASTRONOMICO (Specialità: PASTA SANTA CROCE)

Ore 21.00: Serata Rock con i "Fluido Rosa" (tribute ai Pink Floyd) & DARIO CASSINI Show


DOMENICA 11 Settembre:

Ore 9.30: Family bike Cicloturistica di 15 km in collaborazione con "Acido lattico"

Ore 12.30: Apertura STAND GASTRONOMICO

Ore 17.00: SFILATA DI CANI "Passerella a 6 zampe" e MOBILITY DOG in collaborazione con “Fea”

Ore 17.30: Apertura BAR in piazza con stand del GELATO ARTIGIANALE

Ore 18.00: Mercatini in piazza

Ore 19.30: Apertura STAND PANINI e STAND GASTRONOMICO (Specialità: ROMANE E PUGLIESI)

Ore 21.00: Serata FOLK con la partecipazione del gruppo BandaJorona (musica romanesca) e gruppo "Italia Migrante" 
(Compagnia musicale in viaggio per il mondo/pizzica e taranta).


MERCOLEDÌ 14 Settembre: (in p.zza Santa Croce)

Ore 19.00: S. Messa

Ore 19.45: PROCESSIONE per le vie del paese con la banda musicale di Talocci

Ore 20.00: Apertura STAND PANINI (in p.zza S. Croce)

Ore 21.00: SERATA DI LISCIO con il trio “Argento vivo” (in p.zza S. Croce)

Ore 23.30: ESTRAZIONE DELLA LOTTERIA

Ore 23.55: SPETTACOLO PIROTECNICO

Info e dettagli


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Mangiando sotto le stelle” nello splendido borgo di Castel di Tora Le stelle in cielo, piatti incredibilmente gustosi in tavola: mercoledì 17 agosto torna a Castel di Tora “Mangiando sotto le stelle”, la manifestazione che invita a gustare i migliori piatti della tradizione Sabina ammirando un cielo straordinariamente limpido e buio, avvolti dalle costellazioni dello Zodiaco e dalla Via Lattea. Giunta all’11esima edizione, la serata rappresenta uno degli eventi di punta della 24esima “Estate Castelvecchiese. Alle 19 prenderà il via il percorso nelle vie del borgo tra musica, folclore e buona tavola, con le massaie locali che si trasformeranno in cuoche provette: ad attendere i visitatori vere e proprie delizie come le pizze fritte, la trippa alla romana e le carni alla brace; ospite della serata sarà la Pro Loco di San Pietro di Feletto (Treviso), che presenterà la “Mostra dei vini di Collina nella Terra del Con-egliano Valdobbiadene¬ D.O.C.G”, con degustazioni di alcune delle più pregiate etichette venete. All'interno della manifestazione sarà ospitata anche la mostra contemporanea di artisti locali e non solo, dal titolo “Negli occhi di chi guarda”: protagonista sarà il tema del cambiamento, con gli spettatori che saranno invitati ad osservare le opere avvolte da un gioco di luci che offrirà una prospettiva radicalmente diversa sulla realtà. E non mancheranno gli spettacoli musicali, che andranno avanti fino a tarda notte: sarà insomma una serata all'insegna della gastronomia di qualità, delle antiche tradizioni e del divertimento in uno scenario di rara bellezza paesaggistica. Arroccato sullo splendido Lago del Turano, Castel di Tora è considerato uno dei borghi più belli d’Italia e offre ai turisti angoli caratteristici e scorci mozzafiato. Al suo interno è possibile passeggiare passando sotto la torre esagonale medievale dell’XI secolo, adiacente al Palazzo Scuderini, e poi su per i vicoli che conducono a piazzette ben tenute e curate; e ancora scoprire mura e torrette trasformate in case e ancora archi, scalinate, grotte e cantine scavate nella roccia. Fino al 1864 il paese si chiamava Castelvecchio, poi si decise di legare il suo nome a Tora, antico insediamento sabino nel quale avvenne – nel 250 d.C. – il martirio di Santa Anatolia. A lei è dedicato un santuario, che si erge su una collina attigua al borgo.

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Con la Sagra delle sagne alla molenara, Cittaducale celebra la sua ricetta più antica Una ricetta ancora più antica del borgo fondato nel 1308 da Carlo d’Angiò, uno dei gioielli meglio conservati della provincia di Rieti: tra storia e leggende, gastronomia e tradizioni di una volta, sabato 20 agosto Cittaducale torna ad aprire le sue porte per la Sagra delle “Sagne alla Molenara”. Da ben 10 anni ormai, la manifestazione di punta dell'Agosto Angioino - che propone un ricco programma di eventi dal 6 agosto al 17 settembre - celebra questo primo piatto povero e gustoso, con la sfoglia tirata a mano dalle esperte massaie civitesi e condite con un sugo di pomodoro, aglio, olio, persa (maggiorana), timo selvatico e peperoncino; una ricetta le cui origini si perdono nella notte dei tempi, nel periodo in cui la media Valle del Velino, molto ricca di sorgenti che sgorgavano dalle pendici del Terminillo, contava numerosi mulini ad acqua per la macina del grano. E proprio in questi piccoli caseggiati, secondo la tradizione, sono nate le Sagne che hanno preso il nome di colui che macinava il grano per farne farina, il mugnaio o molinaro, ovvero il manovratore della mola; una figura antica e affascinante che doveva anche provvedere al proprio sostentamento con pasti frugali, rapidi e che non richiedessero grandi spazi: ecco quindi nascere le Sagne preparate, oggi come allora, senza matterello, senza spianatora e senza coltello, e condite con ingredienti semplici e genuini. Un passato che ritornerà a vivere come per magia il 20 agosto quando, in occasione del 10° anniversario della sagra, la ProLoco Cittaducale riaprirà i vecchi mulini del territorio organizzando delle visite guidate; e se dalle 19 inizierà la distribuzione delle “Sagne alla Molenara”, la serata si concluderà con il concerto di Roberto Pambianchi in omaggio a Lucio Battisti. Sarà insomma una serata imperdibile per calarsi appieno nei sapori e nelle tradizioni di una volta, e per scoprire al contempo uno dei borghi più suggestivi del Lazio. Dolcemente adagiata sul Colle di Cerreto Piano, Cittaducale conserva al suo interno la Cattedrale di Santa Maria del Popolo, la Torre Angioina e i numerosi edifici nobiliari, dal Palazzo Vescovile a Palazzo Dragonetti, fino a Palazzo Caroselli, attuale sede del Comune, e rappresenta un mirabile esempio di città fortezza tardo medievale: “Civita Ducale” - così chiamata in onore del principe ereditario Roberto, Duca di Calabria - fu infatti il risultato di un particolare progetto urbanistico, con l’abitato tagliato in due da un’unica strada principale che conduce nell’ampia e suggestiva piazza centrale. E proprio a questo glorioso periodo storico sarà dedicata la rievocazione “Civita Ducale - Città del Duca Roberto D’Angiò” in programma il 3 e 4 settembre, con il corteo in abiti d’epoca, il “Palio dei Quarti” e le Cantine Civitesi aperte per l’occasione.

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Il Rinascimento rivive a Città della Pieve con il Palio dei Terzieri Dal 10 al 21 agosto, dodici giorni di festa per immergersi a pieno nelle caratteristiche atmosfere del Rinascimento: anche quest’anno si tornerà indietro nel tempo a Città della Pieve, la splendida cittadina in provincia di Perugia che aprirà le sue porte per il Palio dei Terzieri. Una manifestazione che tra rievocazioni, cortei storici, feste in armi, spettacoli di strada, giocolieri e gastronomia tipica da gustare nelle caratteristiche taverne, accende la rivalità fra i Terzieri Borgo Dentro, Castello e Casalino, le contrade che affondano le proprie radici nella suddivisione della città medievale in tre parti fortemente antagoniste tra loro. Obiettivo sarà la conquista dell’ambito Palio, uno splendido arazzo dipinto dal maestro pievese Antonio Marroni, che il 15 agosto sarà riconsegnato dal Terziere Casalino - vincitore dell’ultima edizione - nelle mani del Podestà di Castel della Pieve, per essere gelosamente conservato nella sede comunale da cui uscirà il 21 agosto: sarà questo il giorno culminante della festa, con il grande corteo storico composto da oltre 800 personaggi - vessiliferi, armati, notabili, dame e cavalieri, popolani e mangiafuoco - che percorrerà le vie principali del centro, intrattenendo gli spettatori con giochi di prestigio ed abilità. Al termine della sfilata, tre campioni per ogni Terziere si sfideranno nell’arte del tiro con l’arco alla “Caccia del Toro” valida per l’assegnazione del Palio, colpendo sagome mobili a forma di toro chianino montate su un’unica giostra; un’usanza che rievoca, in forma non cruenta, le antiche “cacce” senesi, una sorta di corride che si svolgevano nella vicina città ghibellina, alla quale Città della Pieve è legata da sempre per storia, tradizioni e cultura. In tutti e dodici i giorni del Palio, i Terzieri saranno vestiti a festa e proporranno ai visitatori un ricchissimo programma di eventi a tema rinascimentale tra rappresentazioni teatrali, rievocazioni storiche e giochi itineranti. E grande spazio sarà dato, ogni sera, alla cucina umbro-toscana da gustare nelle taverne dei terzieri: gnocchi al sugo del Priore, tagliolini con le uova di carpa del Trasimeno, carpa in porchetta, pici, fegatelli, cinghiale allo “spito” e lumache al pizzico, sono solo alcune delle delizie che ogni sera saranno proposte nel clima di allegria tipico che i “contradaioli” riescono a ricreare. Adagiata a 500 metri di altezza su un colle che domina la Val di Chiana e il Trasimeno, Città della Pieve ha origini antichissime che risalgono al periodo etrusco-romano; libero comune dal 1228 sotto la protezione dell'imperatore Federico II di Svevia, diede i natali nella metà del XV° Secolo al suo figlio più illustre, Pietro Vannucci detto Il Perugino, che ha regalato alla città una serie di gioielli di inestimabile valore: è il caso dell’affresco raffigurante “L'adorazione dei Magi” conservato nella chiesa di Santa Maria dei Bianchi, della Cattedrale dei Santi Gervasio e Protasio e del Museo civico-diocesano ospitato nell’ex chiesa di Santa Maria dei Servi. E proprio questo glorioso periodo a cavallo tra il 1400 e il 1500 tornerà a rivivere come per magia dal 10 al 21 agosto al Palio dei Terzieri, un’occasione per visitare anche gli altri gioielli della cittadina come la Rocca, Palazzo della Corgna, e nei dintorni, il suggestivo eremo francescano di Santa Maria degli Angeli.

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Il 12 e 13 agosto Casaprota celebra le sue famose fettuccine ai funghi porcini Uova, farina, funghi porcini e ovviamente olio extravergine di oliva: ovvero un richiamo irresistibile per chi, alle spiagge affollate del mese di agosto, preferisce un tuffo nei sapori e nelle tradizioni della Sabina. E’ da ben 39 anni, d’altronde, che il borgo reatino di Casaprota celebra la Sagra delle fettuccine ai funghi porcini, l’evento di punta del “Ferragosto Casaprotano”, una manifestazione articolata in sette giorni di musica, sport, spettacoli e gastronomia. L’appuntamento torna puntuale il 12 e il 13 agosto con due serate dedicate a un piatto tipico della tradizione contadina che da queste parti viene realizzato con materie prime rigorosamente del posto: i gustosi funghi porcini che crescono abbondanti sui Monti Sabini e l’olio dal colore giallo dorato con leggeri toni di verde, l’ingrediente che sublima il gusto delle fettuccine fatte in casa; un prodotto dal sapore intenso e aromatico che era conosciuto e apprezzato già dagli antichi Romani. Lo stand gastronomico aprirà alle 19 e, dopo le fettuccine, i più golosi potranno assaggiare la carne condita con i funghi ed altre gustose tipicità locali, mentre ogni serata si concluderà all’insegna dell’allegria con spettacoli musicali dal vivo: se nei due giorni della sagra si esibiranno le orchestre “Eccoli di Nuovo” e “Sara e Sogno Mediterraneo”, il 14 agosto è in programma l’atteso concerto di Fiordaliso; dal 10 al 15 agosto, inoltre, sarà possibile visitare la mostra del pittore Franco Picchi allestita nella Sala Conferenze. Al km 56 della via Salaria, Casaprota è un piccolo borgo appartenuto all’Abbazia di Farfa, addossato ad un antico Castello; la porta di accesso al paese, di età rinascimentale, mostra gli alloggiamenti in pietra per i cardini del portone e la copertura interna con una volta a botte, mentre l'antico palazzo signorile – oggi Filippi – che si erge nella parte più alta dell’abitato, presenta una facciata essenziale nella quale si aprono finestre cinquecentesche, sulla quale si staglia una torre circolare. Di epoca romana sono invece i primi insediamenti presenti nel territorio, dove i reperti delle ville e le iscrizioni sono sparse un po’ ovunque: per chi vuole dedicarsi alle escursioni, gli emblemi di un passato glorioso testimoniate da rovine romane e medievali saranno l’ambientazione degli itinerari da percorrere a piedi, in mountain bike o a cavallo. Tra scorci mozzafiato e coltivazioni rigogliose tipiche di questo tratto della Sabina, gli alberi di ulivo circondano l’abitato disegnando sulle colline curiose geometrie: le caratteristiche organolettiche tipiche di questo territorio fanno sì che il suo olio sia uno dei migliori d’Italia.

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Durante la festa si svolgerà il torneo "WORLD LEAGUE FIFA 2016" con PlayStation 4. Il 9 settembre 2016 dalle ore 20.30, presso il piazzale davanti all'asilo comunale di Passo Corese, se hai da 13 anni in su, puoi vincere il gioco "Fifa 2017" partecipando alla competizione. Scarica il modulo di iscrizione e consegnalo presso il negozio Sabina Computer in via Garibaldi a Passo Corese di Fara in Sabina a partire dal 29 agosto.

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Serata di tango e stand gastronomici comprendenti le più classiche specialità del nostro territorio dalle ore 19.30 fino a notte inoltrata  Ingresso libero. Per info 3348370938

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Fettuccine ai funghi porcini e piatti tipici, il borgo di Ascrea si veste a festa Ha trent’anni di vita ma non li dimostra. Anzi, una simile ricorrenza va festeggiata a dovere! E così la Sagra della fettuccina al fungo porcino di Ascrea, che ogni estate chiama a raccolta gli amanti degli antichi sapori nel borgo in provincia di Rieti, si annuncia quest’anno ancora più imperdibile del solito. L’appuntamento è fissato per domenica 7 agosto nel paese che sorge a oltre 700 metri di altezza sul versante sud-orientale del lago del Turano, regalando una vista mozzafiato sulla vallata e sul bacino sottostante. Nei boschi che circondano Ascrea i funghi porcini - dal gusto inconfondibile e dalla polpa bianca che non cambia colore né all'aria né al tocco - crescono abbondanti sin dalla notte dei tempi: già apprezzati dagli antichi romani, che li chiamavano “suillus” per loro aspetto massiccio, saranno il condimento ideale delle fettuccine fatte in casa, una specialità che ha reso famoso il borgo in tutto il Lazio e che rievoca la tradizione culinaria di questo luogo incontaminato; bruschette ai funghi porcini, salsicce, fagioli e il buon vino paesano completeranno l’offerta gastronomica dalle 12.30 sino a mezzanotte nella splendida cornice di Piazza Mareri, dove non mancheranno gli spettacoli di musica dal vivo e gli stand con prodotti tipici e dell’artigianato locale. Anche in questa edizione, a disposizione dei visitatori ci sarà un comodo bus-navetta per raggiungere il paese dopo aver parcheggiato lungo la strada provinciale. E pensare che tutto nacque quasi per gioco, alla metà degli anni 80’, come una sorta di spaghettata fra gli abitanti di Ascrea per la grande disponibilità di funghi porcini nella zona. Oggi la Sagra della fettuccina al fungo porcino non rappresenta solo la festa per eccellenza del paese, ma è diventata una delle più importanti manifestazioni dell’intera Valle del Turano, per la qualità delle ricette proposte e per quel clima allegro e spensierato tipico delle feste tradizionali che da 30 anni si può respirare in un borgo dal fascino magico. Fresco d’estate e suggestivo d’inverno, Ascrea ha l’aspetto di un presepe incastonato a mezza costa e conserva ancora al suo interno le tracce dell’antico castello e le mura della chiesa annessa sulla cui porta figura lo stemma dei Mareri, i conti ai quali fu venduto nei primi del ‘400; merita sicuramente una visita la Chiesa di San Nicola di Bari, edificata nel 1.252, che custodisce le tele dedicate al Santo e alla Madonna del Rosario. Chi volesse trascorrere qualche ora in più da queste parti potrà andare alla scoperta dei borghi che circondano i laghi del Salto e del Turano, oppure percorrere suggestivi itinerari dai quali si può godere di splendide vedute sul Terminillo, sul Monte Velino e sulle montagne che degradano verso Roma.

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Antiche leggende in tavola a Monteleone Sabino con la Sagra delle fettuccine alla trebulana Un glorioso passato intriso di storia, misteri e leggende. E un primo piatto che, già nel nome, porta con se i segni indelebili di questi affascinanti trascorsi. Così Monteleone Sabino, un tempo Trebula Mutuesca, festeggerà il 6 e 7 agosto le sue prelibate fettuccine alla trebulana, una ricetta legata a doppio filo alle tradizioni del borgo in provincia di Rieti e così chiamata in onore della città sabino-romana che visse il suo periodo più fiorente nel I° Secolo a.C. Un piatto realizzato ancora oggi seguendo una ricetta tramandata oralmente per tanti secoli: vengono impastate farina e uova e poi la sfoglia viene tirata a mano con il mattarello di legno; una preparazione all’apparenza semplice che in realtà nasconde trucchi e segreti che fanno la differenza, noti solo alle massaie locali: guai, ad esempio, a sbagliare lo spessore della sfoglia e soprattutto il taglio! Piselli, pomodoro, funghi, prosciutto e pancetta sono il condimento ideale del gustoso piatto che sarà servito per due sere consecutive a partire dalle 19. Diffidate insomma dalle apparenze: in tavola non sarà servita un’amatriciana - anche se la pancetta potrebbe in qualche modo ricordarla - e nemmeno a una boscaiola, anche se i funghi rappresentano uno degli ingredienti principali; le fettuccine alla trebulana sono un concentrato di profumi e sapori unico che è possibile apprezzare a pieno solo lì dove sono state inventate. Da ben 19 anni, non a caso, il paese adagiato a quasi 500 metri di altezza sulle propaggini meridionali dei Monti Sabini dà il benvenuto al mese di agosto con questa festa; due serate in cui le fettuccine saranno proposte insieme a una ricca carrellata di antiche ricette monteleonesi, tutte legate a doppio filo al prodotto più conosciuto della zona, l’olio extravergine di oliva della Sabina. E come ogni anno non mancheranno gli spettacoli musicali e le bancarelle del mercatino di artigianato e prodotti tipici. Chi invece vorrà approfondire la conoscenza del territorio, potrà visitare i siti archeologici che resteranno aperti per l’occasione: Monteleone Sabino offre infatti ai visitatori l’opportunità di trascorrere un fine settimana all’insegna non solo della buona cucina, ma anche della cultura. Meritano una visita l’imponente Anfiteatro Romano e il Santuario di Santa Vittoria, con la splendida chiesa romanica e le catacombe che ne costituiscono il primo elemento storico ed archeologico; e ancora il Museo civico e archeologico e i resti della città di Trebula Mutuesca, che possono essere visitati con un’escursione pomeridiana o mattutina.

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Con la Sagra delle sagne strasciate Paganico Sabino celebra un’antichissima ricetta Un quarto di secolo dedicato ai sapori di una volta e alle antiche tradizioni. Sagne strasciate, le consuete leccornie e vino rosso sono le ricette semplici e gustose celebrate nella tradizionale sagra estiva di Paganico Sabino, che spegne quest’anno le prime venticinque candeline: l’appuntamento è fissato per domenica 31 luglio nel piccolo borgo che sorge sulle sponde del Lago del Turano. Alla Sagra delle sagne strasciate sarà possibile scoprire questo particolare primo piatto dal gusto inconfondibile pronto a conquistare anche i palati più esigenti, preparato dalle massaie del posto seguendo ancora oggi un’antichissima ricetta: la sfoglia, realizzata rigorosamente a mano, viene strappata in piccoli lembi che vengono cotti e conditi con i prelibati funghi porcini raccolti in questo tratto della provincia di Rieti. Il risultato è una vera e propria prelibatezza da gustare insieme a una piccola selezione delle delizie del territorio presso il Centro Diurno con posti coperti da capienti tensostrutture. In questo borgo dal fascino magico abitato durante l’anno da 200 persone è in programma un’intera giornata di festa, che prenderà il via già alle 11 con le visite guidate fra le bellezze di Paganico, mentre non mancheranno gli spettacoli musicali e gli stand con i migliori prodotti tipici della Sabina; a disposizione dei visitatori ci sarà anche un bus-navetta che consentirà di raggiungere comodamente il Centro Diurno dopo aver parcheggiato la propria auto lungo la via che porta al paese. La Sagra delle sagne strasciate, insomma, rappresenta una buona occasione per tuffarsi nei profumi e nei sapori di uno dei territori più genuini e incontaminati del Lazio, e per scoprire al contempo la storia di un borgo magico legato a doppio filo al suggestivo Lago del Turano, creato artificialmente nel 1939 attraverso la realizzazione di una diga sull’omonimo fiume, e collegato al Lago del Salto da una galleria lunga 9 km. All’interno del caratteristico borgo, con piccoli vicoli e piazze ben curate, meritano una visita la trecentesca Chiesa di San Nicola, quella di Santa Maria dell’Annunciazione e quella di San Giovanni Battista, oggi parte integrante del cimitero. Nel territorio di Paganico Sabino sorge anche la particolare “Pietra Scritta”, il monumento funerario della famiglia dei Muttini risalente alla seconda metà del I secolo a.C.: si tratta di un monumento funerario “a dado”, realizzato modellando un masso erratico esistente sul posto e che si era probabilmente distaccato dall'incombente monte Cervia. Con la 25esima edizione della Sagra delle sagne strasciate, insomma, Paganico Sabino si conferma ancora una volta paese di sapori, allegria e tradizioni, da vivere nel tipico clima di festa che solo i piccoli borghi riescono ancora a ricreare. è possibile raggiungere Capalbio, il Monte Argentario, Sovana, le Terme di Saturnia, e l’Oasi WWF di Burano; e ancora Vulci con il Castello dell’Abbadia e la Tomba François, Montalto di Castro e Tarquinia.

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Fara Sabina Fara Folk Festival (Rassegna internazionale
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